Passa ai contenuti principali

Perché Ivanda non teme l’AI generativa

Fiore vero
Vanessa Rusci


Di questi tempi essere a New York è da pazzi.

Ma io lo sono sempre stata! E poi ora sono anche vecchia... per cui.

Siamo ubriachi come sempre, ma non abbastanza da giustificare quello stiamo dicendo...

No... no... no... non mi fa paura. Posso ripeterlo fino a domani mattina.
Solo quella politica, o quella per la guerra, sì. Quella mi spaventa molto... Lo dicono anche i miei amici.

Per questo siamo qua. Dovevano conferire cose importanti. 

I segreti di pulcinella oramai.

C'è un che di patetico in questa battaglia all'ultimo codice.

Quella no! La generativa per le immagini o per i testi no.

Dai sù... I bias li abbiamo quanto lei!

Non iniziare con quella faccia.
Sì... ho capito cosa vuoi dire.

È veloce, certo.
Anche io lo ero... prima di capire che la velocità è sopravvalutata.

Lo impari con l'età... tutto è più bello se lento...

No, non è perché “non è umana”.
Questa è una frase da conferenza con un pessimo buffet...

È perché è troppo composta.
Troppo… come dici tu? …stabile.

E a me le cose stabili annoiano.

Lo so che può fare tutto.
Anche troppo. Non so se ci serviva davvero.

In realtà serve al capitalismo. E a noi, i criceti...

Ma non può perdere mia il controllo. Ha degli ordini e non li trasgredisce mai.


E senza perdita di controllo, dimmi tu dove lo metti il piacere.

Ma non solo.

Sto parlando di quel momento in cui fai una cosa e non capisci più se sei tu o qualcosa che ti sta attraversando.

No, questo non lo può fare. E dai, via. Ti ho fatto vedere troppi film di fantascienza.

Il controllo lo perdono gli umani. La testa la perdono gli umani. Soprattutto col potere.

Sì, lo so che “impara”.
Ma non fraintendiamo: apprendere non è vivere.

Marcel Duchamp ha preso un oggetto e ha deciso che era arte.
Non lo ha migliorato...
Lo ha spostato.

E guarda che è molto più difficile spostare che creare...

Lo so che ti affascina... creare... c'è chimica, anima, cuore, mente... passione.

No, non sorridere così. Non sei il mio tipo!


Non è una provocazione, è proprio un problema strutturale.

Dadaismo.
Sì, quelli che non capivi.

Nemmeno loro capivano sempre.
E infatti funzionava... E funzionava non per i numeri. Funzionava e basta.

Come l'Arte, quella bella, quella vera.

No, non le operazioni per soldi... dai via te l'ho spiegato 2000 volte.

Hannah Höch. Lo sai chi è?

Tagliava immagini e le ricomponeva.
Ma lo faceva male.
Cioè, bene.
Cioè, male nel modo giusto.

Capisci?

No, eh...

Man Ray faceva fotografie senza macchina fotografica.
Prova a spiegare questa cosa a una macchina.
Ti risponde con un tutorial. Prova a chiederle di tragredire il codice. Di generare un nudo se non può.

E invece lì, con Man Ray, c’era un errore, una deviazione, una disobbedienza...

Ecco. 

Quella cosa lì non si genera.

Non sto dicendo che non serve.
Sto dicendo che non mi riguarda.

È un grande collage.
Pulito.
Molto pulito.

Troppo.

Tristan Tzara, sì lo so, sembro uno di quei vecchi accademici che fanno continue citazioni che ci annoiano molto, le cose le sappiamo ma che bisogno c'è di dire sempre che qualcun altro ha detto... forse è insicurezza... o darsi un tono... sì, è vero lo fanno soprattutto i maschi. 

Insomma Tristan prendeva parole a caso e le metteva insieme.
Ma il caso, quello vero, non è mai neutro.

È sporco.
È pieno di intenzioni che non vuoi ammettere.

No... non mi convincerai.

Se mi dici che può sostituirci, vuol dire che non hai mai avuto bisogno di dire qualcosa che non stava da nessuna parte.

E non venirmi a dire che lo può simulare.
Simulare è un verbo elegante per dire “senza conseguenze”.

E senza conseguenze io mi annoio.

No, non sto difendendo gli umani.
Siamo pieni di difetti, lo sai. A volte ci cancellerei. Soprattutto quando guido.

Ma almeno ogni tanto ci rompiamo.

E quando succede, succede qualcosa.

Sì, lo so.
Stai pensando che anche noi siamo prevedibili.

Certo.

Ma ogni tanto uno scappa.

Uno sbaglia.
Uno insiste.
Uno fa una cosa inutile.

E quella cosa resta.

No, non mi fa paura.

Mi farebbe paura se iniziasse a piacermi troppo.

Ma lo hai capito che giro di soldi e potere c'è dietro? 

E ti preoccupi della generazione di una immagine?

Sì è vero... inquina...

Versami da bere.

No, lascia stare.
Faccio io.

Sei troppo lucido stasera.


Ivanda Mariottini
Conversazioni con l’alieno
Ed. La Dea
Collana Gli introvabili


Alvito, Italy NO WAR
.

Commenti

Post popolari in questo blog

  « La fotografia, come le altre arti, come il linguaggio, come la letteratura subirà la sua evoluzione: una volta che si saranno stancati di fare esercizi di grammatica o di bella calligrafia cominceranno a scrivere: poesie, racconti, romanzi, saggi, gialli, commedie, horror... Guardo certi fotografi e mi sembravo bambini che stanno imparando a scrivere l’alfabeto in corsivo. Ma ci sono anche quelli che stanno scrivendo la nuova Divina commedia. A cosa serve la fotografia? Metto un the mentre cerco la risposta » Ivanda Mariottini « Raccontando il ventunesimo secolo al mio amico Dante » Ed. La Dea Collana Gli introvabili Piazza Navona Roma Settembre 2021 Chiesa Sant’Agnese in Agone

Sul corpo

"Sarà che il mio corpo non è mai stato perfetto. Sarà che non mi era stata trasmessa quella dose di femminilità che ogni donna riceve dalle donne della propria famiglia. Il mio corpo cominciai a scoprirlo presto i suoi sensi, il piacere che poteva provocarmi. E poi scoprii il piacere del guardare i corpi belli. I corpi degli altri, delle altre. Ogni corpo anche quello imperfetto era in qualche modo bellissimo. Ma poi c'erano I corpi quelli perfetti, le icone greche che prendevano vita. Complice di quella bellezza una serie di fattori incredibili: l'età, i geni, la determinazione, l'amore per se stessi, equilibrio della mente e tanti tanti ancora. Come doveva essere indossare un corpo perfetto come quelli che vedevo? Non c'era invidia, se mai avidità. Per cui comincia a fotografarli. E ogni corpo divenne una icona nella mia testa: di tempo, di salute, di perfezione, di dolcezza..." Il velo la mia ricerca  #volevofidanzarmiconunadragqueen Ph Thomas ...
  Ivanda Mariottini è famosa! Lo scopro oggi grazie a Instagram. Qualcuno legge i suoi libri.  https://www.instagram.com/re.marg L'arte. La fotografia è il viaggio: faticoso "Essere come sono è faticoso... La ragazza collerica e prepotente ha lasciato da tempo il campo a una donna che prova a controllare le proprie emozioni, le proprie avidità, i propri alti e bassi. La ragazza che puntava il dito sempre fuori oggi è la donna che continua a guardarsi allo specchio, cercandosi e prendendosi le proprie responsabilità. Si è faticoso, ma non saprei vivere altrimenti. Questi occhi curiosi mi hanno portato in mille posti, mi hanno fatto vedere mille e mille anime, mi hanno mostrato le brutture e le meraviglie dei cuori e dei luoghi che ho visitato. Questo cuore ingenuo mi ha permesso di sperimentare momenti di vita irripetibili. È faticoso. È solitudine. È paranoia. È dolore. È follia. È vuoto. È una continua ricerca. È faticosa fin quando non si rompe un altro guscio e esce qualcos...