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Visualizzazione dei post con l'etichetta guerra

Ivanda, l’alieno e il rum

  Roma Piano sotterraneo di una chiesa "Pensi che siamo davvero degli esseri sottosviluppati? Non tutti? Dici? Sembriamo così evoluti nei pensieri e nei sentimenti ma poi... Non tutti dici? L'evoluzione funziona così in tutto l'universo? Hai ragione neppure io mi scuoto più di tanto se vedo una guerra tra gruppi di formiche... sì è vero anche loro sono abbastanza evolute. Avete compreso il senso della vita? C'è davvero la reincarnazione? Sì, hai ragione, facciamoci un rum e un pò di cioccolato. Sono serate tristi queste... di immensa solitudine... Vorrei salire sulla tua astronave e vedere il tuo mondo... voi almeno avete smesso d'invidiarvi e di inquinare. Sì... ma non avete il rum." Ivanda e l'alieno Ed La Dea Collana Gli introvabili

Ivanda, le parole e la resistenza

  Lo so, è davvero complicato: hai sentito la storia raccontata due volte e non era la stessa storia. Sì, può essere, forse la nostra lingua si presta alla costruzione di frasi che possono significare molte cose, cambiando, aggiungendo parole, però non dipende dalle parole o dagli aggettivi, dipende dalle intenzioni: puoi usare le stesse parole per proteggere un criminale o salvare un giusto. La vita quaggiù la rendiamo parecchio complicata: c'è chi ama ancora la guerra, chi si racconta che tra i cattivi c'era chi lo era di meno (si commuoveva per le atrocità che vedeva... quindi? Riscatta tutti? Giochetti di rincoglioniti che fanno venir voglia di tirar sedie in aria... ) e che le vittime "dovevano solo resistere" perchè poi il peggio sarebbe passato...". Avrei voluto dirglielo: Guarda che hanno resistito. E RESISTERANNO ANCORA. Guarda che hanno vinto. E VINCERANNO DI NUOVO. Dice che tutto passa... e questa per accettarla devi essere parecchio idiota perché è la...

Sulla fotografia di guerra e di pace

  Il soldato in fuga dalla Wagner Articolo Sono stata sui fronti di guerra, ero tanto amica di Capa, il pazzo che si sentiva immortale, uno di quelli che brillava di luce propria come se avesse la certezza di conoscere il giorno esatto della sua morte: oggi non morirò! Ripeteva sempre ridendo. Si narra che il giorno che saltò su una mina antiuomo non lo avesse detto e che non avesse riso… Con lui e con altri fotografi di guerra parlavamo tanto della pace e della guerra. Una volta una fotografa americana che era stata presente alla liberazione di alcuni campi di sterminio mi disse una cosa durante una reunion degli anni 70 che non sono più riuscita a dimenticare: “ero pacifista prima di vedere orrori così grandi che non ti lasciano scampo e che ti rendono pazza per sempre. La pace costa sangue, costa uccidere il nemico, lo sapevano i partigiani che sacrificavano figli e mogli, lo sapevano gli americani che partivano per il fronte, lo sapevano i preti che salvavano gli ebrei, lo sann...