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Ivanda, le parole e la resistenza

 Lo so, è davvero complicato: hai sentito la storia raccontata due volte e non era la stessa storia.

Sì, può essere, forse la nostra lingua si presta alla costruzione di frasi che possono significare molte cose, cambiando, aggiungendo parole, però non dipende dalle parole o dagli aggettivi, dipende dalle intenzioni: puoi usare le stesse parole per proteggere un criminale o salvare un giusto.
La vita quaggiù la rendiamo parecchio complicata: c'è chi ama ancora la guerra, chi si racconta che tra i cattivi c'era chi lo era di meno (si commuoveva per le atrocità che vedeva... quindi? Riscatta tutti? Giochetti di rincoglioniti che fanno venir voglia di tirar sedie in aria... ) e che le vittime "dovevano solo resistere" perchè poi il peggio sarebbe passato...".
Avrei voluto dirglielo: Guarda che hanno resistito. E RESISTERANNO ANCORA.
Guarda che hanno vinto.
E VINCERANNO DI NUOVO.
Dice che tutto passa... e questa per accettarla devi essere parecchio idiota perché è la più grande cazzata del mondo: non passa se mi fucili la madre, il fratello, il figlio...
Sei confuso eh?
Guarda fai cosi:
se proteggono i diritti di pochi, se limitano la libertà di stampa, se non proteggono i lavoratori, se non difendono i diritti delle donne, se decidono sul loro corpo, se dividono regioni invece di unirle, se sono incapaci di rifiutare la violenza, se sono orgogliosi di chi faceva la guerra, se riducono le morti nelle camere a gas solo a un errore di alleanza, se fanno battute sulla vocazione artistica di un dittatore, se hanno bisogno di raccontare storie nuove sulle storie dei vincitori che hanno fatto la democrazia in Europa: è sicuro che stanno mentendo e fanno solo i loro porci interessi, non quelli della comunità, non quelli della gente.
Sì, i loro Interessi.
Economici.
È solo questo il problema.
Versa il vino bianco, fresco, per favore.
Che ha fatto l'Italia?
No, No, Galileo e Colombo non erano contemporanei...

Da
Conversazioni sul terrazzo con l'Alieno
Ivanda Mariottini
Ed La Dea
Collana Gli Introvabili
Duffy a Roma

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Sul corpo

"Sarà che il mio corpo non è mai stato perfetto. Sarà che non mi era stata trasmessa quella dose di femminilità che ogni donna riceve dalle donne della propria famiglia. Il mio corpo cominciai a scoprirlo presto i suoi sensi, il piacere che poteva provocarmi. E poi scoprii il piacere del guardare i corpi belli. I corpi degli altri, delle altre. Ogni corpo anche quello imperfetto era in qualche modo bellissimo. Ma poi c'erano I corpi quelli perfetti, le icone greche che prendevano vita. Complice di quella bellezza una serie di fattori incredibili: l'età, i geni, la determinazione, l'amore per se stessi, equilibrio della mente e tanti tanti ancora. Come doveva essere indossare un corpo perfetto come quelli che vedevo? Non c'era invidia, se mai avidità. Per cui comincia a fotografarli. E ogni corpo divenne una icona nella mia testa: di tempo, di salute, di perfezione, di dolcezza..." Il velo la mia ricerca  #volevofidanzarmiconunadragqueen Ph Thomas ...
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