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Visualizzazione dei post con l'etichetta alieno

Ivanda, l’alieno e il rum

  Roma Piano sotterraneo di una chiesa "Pensi che siamo davvero degli esseri sottosviluppati? Non tutti? Dici? Sembriamo così evoluti nei pensieri e nei sentimenti ma poi... Non tutti dici? L'evoluzione funziona così in tutto l'universo? Hai ragione neppure io mi scuoto più di tanto se vedo una guerra tra gruppi di formiche... sì è vero anche loro sono abbastanza evolute. Avete compreso il senso della vita? C'è davvero la reincarnazione? Sì, hai ragione, facciamoci un rum e un pò di cioccolato. Sono serate tristi queste... di immensa solitudine... Vorrei salire sulla tua astronave e vedere il tuo mondo... voi almeno avete smesso d'invidiarvi e di inquinare. Sì... ma non avete il rum." Ivanda e l'alieno Ed La Dea Collana Gli introvabili

Il cherry è danese!

Il liquore preferito di Ivanda Hai problemi con la gente? E pensa te, sei appena arrivato. Io sono 76 anni che la sopporto, quella massa non identificata che chiamiamo “gente”, così si fa meno fatica e non si offende nessuno — che a noi i macro insiemi ci piacciono tanto! Guarda, ci sono molte scienze che studiano il comportamento umano da molti punti di vista. La sociologia, ad esempio, che analizza il comportamento collettivo, i gruppi sociali, le istituzioni… insomma, l’arte di spiegare perché le persone fanno le stesse cazzate, ma in gruppo. L'antropologia, che cerca di capire le culture, i riti, le tradizioni... tipo perché balliamo intorno a un albero a Natale o perché paghiamo per ascoltare gente urlare su un palco. O perché lavoriamo per comprare abiti con degli strani segni sopra — prodotti in paesi poverissimi — che qui in Occidente servono a decretare chi tra la gente è più ricco, o almeno chi preferisce sembrare ricco piuttosto che essere libero. No, io no. E comunque s...

Ivanda, le parole e la resistenza

  Lo so, è davvero complicato: hai sentito la storia raccontata due volte e non era la stessa storia. Sì, può essere, forse la nostra lingua si presta alla costruzione di frasi che possono significare molte cose, cambiando, aggiungendo parole, però non dipende dalle parole o dagli aggettivi, dipende dalle intenzioni: puoi usare le stesse parole per proteggere un criminale o salvare un giusto. La vita quaggiù la rendiamo parecchio complicata: c'è chi ama ancora la guerra, chi si racconta che tra i cattivi c'era chi lo era di meno (si commuoveva per le atrocità che vedeva... quindi? Riscatta tutti? Giochetti di rincoglioniti che fanno venir voglia di tirar sedie in aria... ) e che le vittime "dovevano solo resistere" perchè poi il peggio sarebbe passato...". Avrei voluto dirglielo: Guarda che hanno resistito. E RESISTERANNO ANCORA. Guarda che hanno vinto. E VINCERANNO DI NUOVO. Dice che tutto passa... e questa per accettarla devi essere parecchio idiota perché è la...

I veri artisti non disprezzano

Free Julian   I veri artisti non scadono mai nel disprezzo degli altri. Disprezzano solo la mancanza di umanità, la mancanza di intelligenza. Provano pena per gli arroganti narcisisti che pullulano questa nostra povera epoca. Ci sono poi gli pseudo artisti, moltissimi in questo secolo, che poi sono quelli che fanno odiare questa parola, sono frustrati, poretti, collerici e piccolini. Così convinti da riuscire anche a abbindolare qualche d'uno. Più innamorati del proprio ego che della propria disciplina. Scrivono poesie "piccoline", fanno quadri "piccolini", sculture "piccoline"... con tutti gli "ini" decorano il niente della loro triste vita. Fatta di deliri di onnipotenza e scoregge di megalomania. Amano offendere gli altri credendo di acquisire potere, raccogliendo poi rabbia e solitudini. Come piccoli dittatori battono i piedi urlando, calpestando chi per troppo zelo lo permette loro. Danno ordini, attaccano etichette, piantano chiodi in q...

Ivanda, Facebook e il bagno d’odio quotidiano

  Cena con vino bianco Questo social mi fa veramente sempre più schifo, sempre di più, ogni giorno, ogni evento sociale che passa... ma ormai è quasi una dipendenza. Ne sono consapevole come quando fumavo. Poi con le sigarette sono riuscita a chiudere ma ancora ne pago le gravi conseguenze. Forse sarà così anche per Facebook e le conseguenze del suo uso comunque resteranno e non credo saranno meno gravi. Mi interrogo da giorni se sia il social a generare odio e stupidità o sia solo il mezzo per esprimerlo e manifestarlo. Credo più la seconda. La frustrazione di una razza che ha solo il valore del denaro e del successo sono alla base di questo bagno d'odio quotidiano che si incontra continuamente surfando sulla bacheca. Critiche critiche critiche. Non si protesta seriamente per gli aumenti dell'Iva, per i seggioloni regalati ai parenti, per i bombardamenti di Gaza, per l'inflazione, per le buche in strada... No. Troppo impegnativo. Si scrive su FB e si attacca tutto e tut...

Ivanda e il funerale con Cuba libre

  “Morirò e tutti diranno: era una donna con una marcia in più, era una grande artista, ha avuto una vita affascinante, una grande donna, una grande… tutti per quel giorno diranno di aver compreso le mie follie, renderanno le mie gaffes battute ironiche, tutti quel giorno lì perdoneranno i miei “vaxxafanculo” e forse Wikipedia mi dedicherà una pagina (e questo lo lascio in testamento: impeditelo vi prego! Quel covo di vaticanisti invidiosi e ignoranti convinti di aver a che fare con il Santo Graal della cultura universale solo per aver dentro pagine di Pupos e Wanna Marki). Bhe io sinceramente preferirei un premio alla carriera da viva, magari una monografica al MoMa, un mio libro con introduzione di Marina Abramovich e molte meno caxxate ipocrite il giorno del mio funerale (magari da gente che mi ha sempre ricoperta di mexxa per invidia o per puro gusto di criticare chi fa) e pochi discorsi sulla fotografia che tanto i miei parenti e tanti miei amici neppure le conoscono tutte le ...

L’ossessione della memoria

  “La vita ci cambia. Forse ci insegna. Forse ci indurisce. Forse ci eleva. Per quel che ne sappiamo, siamo molto complessi, a livello cerebrale. Non abbiamo capito un gran che del nostro cervello. Per noi umani la vita è breve, qualcuno arriva a 100 anni, ma mai in ottime condizioni fisiche e mentali. Forse per questo abbiamo l’ossessione della memoria, delle fotografie. Almeno così pensavo prima dell’arrivo dei social networks, degli smartphones. Adesso però è come se facessimo milioni di istantanee di noi per mostrarci in quel flusso di vita che stiamo attraversando. Quasi a raccontare in un mondo che venera il consumismo che “noi esistiamo”, e, se devo essere sincera, non ci vedo nulla di male. Forse un giorno a forza di dircelo ci convinceremo che stiamo vivendo. Io credo che non rimarrà nulla di queste immagini sul web e neppure di quelle stampate, sono troppe. Ma non è sempre stato così? Cosa ci è arrivato degli etruschi? Dei Romani? Della gente del 1800? Poche cose… di prev...

La società della notizia usa e getta

  Questa è la società della notizia usa e getta, niente di nuovo certo, titoli ad effetto, che estrapolano istanti di vita e suggeriscono pensieri. Morte, guerra. Vita, guarigioni miracolose. Notizie ipnotizzanti che terrorizzano o tranquillizzano. Pippo, il mio caro Pippo del Bono, ci fa gli spettacoli con queste tecniche, forse con l’utopia che qualcuno si svegli e impari. Siamo una razza giovane sai? A vedere voi ad esempio, mi faccio un’idea di noi come ragazzini. E questa nostra occidentalità è un po’ come il paese dei Balocchi. Di Collodi… Pinocchio? Ok te lo presto da leggere stasera. Tanto tu fai veloce. Oddio mi sono persa… fammi accendere la pipa. Si dai lo so, il fumo fa male, ma fumo da una vita, e poco, quando sono sotto stress devo fumare. Comunque il ragazzo sta meglio. Ma non è messo benissimo. Lo aspetta un bel po di tempo prima di ripartire. Prendere una granata in faccia non è una cosa che si risolve in 1 settimana. Anche se la stampa lo scrive e lo da per sano e...

L’ossessione della memoria

  «Sono stordita da troppe foto... Perché se guardo mille quadri, mille sculture, mille disegni non ho lo stordimento di guardare 1000 fotografie? Credo ci sia un abuso nel produrre sequenze ridondanti prive di un vero scopo. Mi sembra di osservare il risultato di un cruciverba: ecco si! Ecco una giusta associazione. Un cruciverba fatto sul water, su un divano di sabato,svogliati, infreddoliti e infastiditi, dopo un pranzo pesante e un caffè con la moka, o fatto in treno, in attesa nella sala del medico, in una notte insonne con una abat-jour , per passare il tempo. Già. Passare il tempo. Ecco si, ecco cosa mi arriva quando vedo certi lavori fotografici: sono stati fatti per passatempo. Nessuna passione, solo la fuga da una noia borghese e bigotta, nessuna emozione. Un tentativo mal riuscito di trovare un battito di cuore. Si chiamano fotografi ma fotografi non saranno mai. Sono enigmisti che amano giocare con le parole... per scappare... dalla noia. » Da Fotografia e noia Ivanda M...

Ivanda, Milano e il gioco della luce

  A Milano ci sono stata un bel po. Ma non la fotografavo. Solo i cavi del tram, in certi momenti. In analogico. Mi sembrava non avesse senso. C'erano le cartoline. Andavo spesso alla fontana, solo per sentire lo scroscio dell'acqua, mi ricordava il mare. Milano mi veniva addosso. Non so dire altro. La mia piccola Londra. Elegante e moderna. Mi fa stare bene anche ora. Sì hai ragione ho esagerato sia con gli scatti che con la post produzione. Oggi è facile. Anche per una vecchia come me. Volevo raccontare che ero stata a Milano. Fa figo quaggiù sulla terra, sai? No, non per condividere l'esperienza, più per una sorta di esorcismo della realtà. Viaggi, corri, vedi, scatti, condividi, fuggi dall'assurdità che viviamo costantemente. Ci raccontiamo un sacco di cazzate... Colpa della rivoluzione industriale. Domani ci vediamo il Pianeta verde. Secondo me ci troverai un sacco di analogie con la tua storia. Sì versami un altro po di quel meraviglioso Wiskey giapponese, tu vac...