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Ivanda, Facebook e il bagno d’odio quotidiano

 

Cena con vino bianco

Questo social mi fa veramente sempre più schifo, sempre di più, ogni giorno, ogni evento sociale che passa... ma ormai è quasi una dipendenza. Ne sono consapevole come quando fumavo. Poi con le sigarette sono riuscita a chiudere ma ancora ne pago le gravi conseguenze. Forse sarà così anche per Facebook e le conseguenze del suo uso comunque resteranno e non credo saranno meno gravi.

Mi interrogo da giorni se sia il social a generare odio e stupidità o sia solo il mezzo per esprimerlo e manifestarlo. Credo più la seconda. La frustrazione di una razza che ha solo il valore del denaro e del successo sono alla base di questo bagno d'odio quotidiano che si incontra continuamente surfando sulla bacheca.

Critiche critiche critiche.

Non si protesta seriamente per gli aumenti dell'Iva, per i seggioloni regalati ai parenti, per i bombardamenti di Gaza, per l'inflazione, per le buche in strada... No. Troppo impegnativo. Si scrive su FB e si attacca tutto e tutti indistintamente basta che sia futile e inutile, che ti faccia sembrare un po’ divergente e anche un po’ colto: da un balletto a Sanremo, alla taglia di Big Mama, dai capelli della giornalista, alla prostata del re inglese.

Diffidenza e critica su tutto: anche un bimbo che ha preso una bomba, persa la famiglia, sporco di sangue, tremante, diventa solo motivo di dibattito sul fatto che il video sia vero o no, troppo forte per mostrarlo, tacciabile di spettacolarizzazione di sofferenza, di parte, politico...

Un bambino.

Quando a pochi km da noi c'è una guerra...

è che vogliamo quel mondo mulino bianco che ci hanno venduto, un bunga bunga, la barca del riccone, le scarpe del tennista, e lavoriamo 9 ore al giorno per 5 giorni o più alla settimana per questo, incazzandoci dalla mattina alla sera, vogliamo il successo senza impegno, inseguiamo l'illusione di una felicità perpetua senza aver la minima idea di cosa significhi essere felici, associandola a un brand, a un’auto, a un diamante, a una scopata...

Dovevamo uscirne migliori.

Cagnolini di piccola taglia che abbaiano dalla finestra di casa di un padrone che li ha castrati e infiocchettati giurando eterno amore e rubando loro la vita...

Non ho bevuto troppo, servimene un altro, accendi che c'è Sanremo.

È inutile che mi guardi così.

Voi avete i Social?

Allora non puoi capire.

“Conversazioni con l'alieno”
Ivanda Mariottini
Ed. La Dea
Collana Gli introvabili

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