“Dopo il primo temporale. Credevo di averti perduto.” La sensazione del fresco sulla pelle mi rese euforica. Era accaduto qualcosa di terribile a Kabul. Cercando riparo avevo perso la tua mano. Mi avevano portato in salvo ma tu non c’eri. Il viaggio di ritorno fu devastante. Poi scendemmo dall’aereo e ti vidi. Salve. Già anche se poi sarebbe iniziato il periodo più terrificante per tutte le donne che avevamo lasciato la. L’America, i Russi. Non mi è mai interessata la bandiera. Mi interessano le mani, gli occhi, i rami, le radici, le foglie, gli alberi, gli esseri umani. Le api. Senza loro non potrebbe esserci vita. Come le donne. I miei polmoni malati per le troppe sigarette mi danno affanno e questo non giova al mio cuore, affaticato anche lui dalle troppe avventure. Ieri sera quel freddo sinestetico mi ha portato 20 anni indietro nel tempo. E il tuo sorriso di allora fa a gara con quello di adesso. “Appena hai finito con le ragazze passa da me (e abbracciami).” Ivanda Mariotti...