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Visualizzazione dei post con l'etichetta solitudine

Ivanda, l’alieno e il rum

  Roma Piano sotterraneo di una chiesa "Pensi che siamo davvero degli esseri sottosviluppati? Non tutti? Dici? Sembriamo così evoluti nei pensieri e nei sentimenti ma poi... Non tutti dici? L'evoluzione funziona così in tutto l'universo? Hai ragione neppure io mi scuoto più di tanto se vedo una guerra tra gruppi di formiche... sì è vero anche loro sono abbastanza evolute. Avete compreso il senso della vita? C'è davvero la reincarnazione? Sì, hai ragione, facciamoci un rum e un pò di cioccolato. Sono serate tristi queste... di immensa solitudine... Vorrei salire sulla tua astronave e vedere il tuo mondo... voi almeno avete smesso d'invidiarvi e di inquinare. Sì... ma non avete il rum." Ivanda e l'alieno Ed La Dea Collana Gli introvabili

Senza me: la vera solitudine

  #MYART IV - Com’io volevo esser solo. Io volevo esser solo in un modo affatto insolito, nuovo. Tutt’al contrario di quel che pensate voi: cioè senza me e appunto con un estraneo attorno. Vi sembra già questo un primo segno di pazzia? Forse perché non riflettete bene. Poteva già essere in me la pazzia, non nego, ma vi prego di credere che l’unico modo d’esser soli veramente è questo che vi dico io. La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, cosí che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi. Cosí volevo io esser solo. Senza me. Voglio dire senza quel me ch’io già conoscevo, o che crede...