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Senza me: la vera solitudine

 #MYART

IV - Com’io volevo esser solo.
Io volevo esser solo in un modo affatto insolito, nuovo.
Tutt’al contrario di quel che pensate voi: cioè senza
me e appunto con un estraneo attorno.
Vi sembra già questo un primo segno di pazzia?
Forse perché non riflettete bene.
Poteva già essere in me la pazzia, non nego,
ma vi prego di credere che l’unico modo d’esser soli veramente è questo che vi dico io.
La solitudine non è mai con voi;
è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto
voi ignoriate, cosí che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza.
La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi.
Cosí volevo io esser solo. Senza me.
Voglio dire senza quel me ch’io già conoscevo,
o che credevo di conoscere.
Solo con un certo estraneo, che già sentivo oscuramente di non poter piú levarmi di torno e ch’ero io stesso: l’estraneo inseparabile da me."
Uno, nessuno e centomila. Luigi Pirandello
21 giugno 2012 Agrigento
Casa di Luigi Pirandello
Photo Ivanda Mariottini
Post produzione Vanessa Ruscis
Selfportrait catartico Maggio 2021
"Mi fotografavi sempre brutta"
Io, Luigi, VaRu e il mio BlackBerry

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