“La vita ci cambia.
Forse ci insegna.
Forse ci indurisce.
Forse ci eleva.
Per quel che ne sappiamo, siamo molto complessi, a livello cerebrale.
Non abbiamo capito un gran che del nostro cervello.
Per noi umani la vita è breve, qualcuno arriva a 100 anni, ma mai in ottime condizioni fisiche e mentali.
Forse per questo abbiamo l’ossessione della memoria, delle fotografie. Almeno così pensavo prima dell’arrivo dei social networks, degli smartphones. Adesso però è come se facessimo milioni di istantanee di noi per mostrarci in quel flusso di vita che stiamo attraversando. Quasi a raccontare in un mondo che venera il consumismo che “noi esistiamo”, e, se devo essere sincera, non ci vedo nulla di male. Forse un giorno a forza di dircelo ci convinceremo che stiamo vivendo.
Io credo che non rimarrà nulla di queste immagini sul web e neppure di quelle stampate, sono troppe.
Ma non è sempre stato così?
Cosa ci è arrivato degli etruschi? Dei Romani? Della gente del 1800?
Poche cose… di previlegiati o di sfortunatissimi: pensa ai servi di Pompei…
Come dici? No, non siamo in grado neppure adesso di prevedere i disastri naturali.
Non ti vuoi proprio rassegnare eh? Siamo ancora dei cavernicoli rispetto a voi.”
Ivanda Mariottini
“Conversazioni con l’Alieno”
Ed. La Dea
Collana gli introvabili
#ivandamariottini
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