Passa ai contenuti principali

L’ossessione della memoria

 “La vita ci cambia.

Forse ci insegna.
Forse ci indurisce.
Forse ci eleva.
Per quel che ne sappiamo, siamo molto complessi, a livello cerebrale.
Non abbiamo capito un gran che del nostro cervello.
Per noi umani la vita è breve, qualcuno arriva a 100 anni, ma mai in ottime condizioni fisiche e mentali.
Forse per questo abbiamo l’ossessione della memoria, delle fotografie. Almeno così pensavo prima dell’arrivo dei social networks, degli smartphones. Adesso però è come se facessimo milioni di istantanee di noi per mostrarci in quel flusso di vita che stiamo attraversando. Quasi a raccontare in un mondo che venera il consumismo che “noi esistiamo”, e, se devo essere sincera, non ci vedo nulla di male. Forse un giorno a forza di dircelo ci convinceremo che stiamo vivendo.
Io credo che non rimarrà nulla di queste immagini sul web e neppure di quelle stampate, sono troppe.
Ma non è sempre stato così?
Cosa ci è arrivato degli etruschi? Dei Romani? Della gente del 1800?
Poche cose… di previlegiati o di sfortunatissimi: pensa ai servi di Pompei…
Come dici? No, non siamo in grado neppure adesso di prevedere i disastri naturali.
Non ti vuoi proprio rassegnare eh? Siamo ancora dei cavernicoli rispetto a voi.”
Ivanda Mariottini
“Conversazioni con l’Alieno”
Ed. La Dea
Collana gli introvabili

Commenti

Post popolari in questo blog

  « La fotografia, come le altre arti, come il linguaggio, come la letteratura subirà la sua evoluzione: una volta che si saranno stancati di fare esercizi di grammatica o di bella calligrafia cominceranno a scrivere: poesie, racconti, romanzi, saggi, gialli, commedie, horror... Guardo certi fotografi e mi sembravo bambini che stanno imparando a scrivere l’alfabeto in corsivo. Ma ci sono anche quelli che stanno scrivendo la nuova Divina commedia. A cosa serve la fotografia? Metto un the mentre cerco la risposta » Ivanda Mariottini « Raccontando il ventunesimo secolo al mio amico Dante » Ed. La Dea Collana Gli introvabili Piazza Navona Roma Settembre 2021 Chiesa Sant’Agnese in Agone

Perché Ivanda non teme l’AI generativa

Fiore vero Vanessa Rusci Di questi tempi essere a New York è da pazzi. Ma io lo sono sempre stata! E poi ora sono anche vecchia... per cui. Siamo ubriachi come sempre, ma non abbastanza da giustificare quello stiamo dicendo... No... no... no... non mi fa paura. Posso ripeterlo fino a domani mattina. Solo quella politica, o quella per la guerra, sì. Quella mi spaventa molto... Lo dicono anche i miei amici. Per questo siamo qua. Dovevano conferire cose importanti.  I segreti di pulcinella oramai. C'è un che di patetico in questa battaglia all'ultimo codice. Quella no! La generativa per le immagini o per i testi no. Dai sù... I bias li abbiamo quanto lei! Non iniziare con quella faccia. Sì... ho capito cosa vuoi dire. È veloce, certo. Anche io lo ero... prima di capire che la velocità è sopravvalutata. Lo impari con l'età... tutto è più bello se lento... No, non è perché “non è umana”. Questa è una frase da conferenza con un pessimo buffet... È perché è troppo compos...

Sul corpo

"Sarà che il mio corpo non è mai stato perfetto. Sarà che non mi era stata trasmessa quella dose di femminilità che ogni donna riceve dalle donne della propria famiglia. Il mio corpo cominciai a scoprirlo presto i suoi sensi, il piacere che poteva provocarmi. E poi scoprii il piacere del guardare i corpi belli. I corpi degli altri, delle altre. Ogni corpo anche quello imperfetto era in qualche modo bellissimo. Ma poi c'erano I corpi quelli perfetti, le icone greche che prendevano vita. Complice di quella bellezza una serie di fattori incredibili: l'età, i geni, la determinazione, l'amore per se stessi, equilibrio della mente e tanti tanti ancora. Come doveva essere indossare un corpo perfetto come quelli che vedevo? Non c'era invidia, se mai avidità. Per cui comincia a fotografarli. E ogni corpo divenne una icona nella mia testa: di tempo, di salute, di perfezione, di dolcezza..." Il velo la mia ricerca  #volevofidanzarmiconunadragqueen Ph Thomas ...