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Ivanda, Milano e il gioco della luce

 A Milano ci sono stata un bel po. Ma non la fotografavo. Solo i cavi del tram, in certi momenti. In analogico. Mi sembrava non avesse senso. C'erano le cartoline.

Andavo spesso alla fontana, solo per sentire lo scroscio dell'acqua, mi ricordava il mare.
Milano mi veniva addosso. Non so dire altro.
La mia piccola Londra. Elegante e moderna.
Mi fa stare bene anche ora.
Sì hai ragione ho esagerato sia con gli scatti che con la post produzione. Oggi è facile. Anche per una vecchia come me.
Volevo raccontare che ero stata a Milano.
Fa figo quaggiù sulla terra, sai?
No, non per condividere l'esperienza, più per una sorta di esorcismo della realtà.
Viaggi, corri, vedi, scatti, condividi, fuggi dall'assurdità che viviamo costantemente.
Ci raccontiamo un sacco di cazzate...
Colpa della rivoluzione industriale.
Domani ci vediamo il Pianeta verde. Secondo me ci troverai un sacco di analogie con la tua storia.
Sì versami un altro po di quel meraviglioso Wiskey giapponese, tu vacci piano che l'ultima volta parlavi plutoniano. Buono sì, i giapponesi sono dei veri maestri nella distillazione...
Ma possibile che non hai trovato un altro luogo dove distillano? Mi pare strano.
Perché costruiamo queste grandi case?
Quella è una chiesa, l'altro un castello, simboli di potere prevalentemente.
E ci hanno insegnato a vederli belli. Lo saranno davvero in tutto l'universo?
Sì, trasformare ci riesce bene.
E sembra che tu apprezzi l'operato.
Perchè fotografo? Proprio la fotografia non ti entra in testa... A me piace giocare con la luce. Come chi ama il calcio, per spiegarti. Nessuna nobiltà di pensiero giuro. Solo piacere effimero. Forse anni fa un po' di romantica passione.
Oggi più paura di morire.
E almeno mi rilasso, mi alieno...
verbo non sostantivo.
Ho sonno amico.
Buonanotte.
Non ti far vedere troppo in giro, ti potrebbero spedire in Albania.
Ivanda e l'alieno.
Sulla fotografia.
Ed La Dea
Collana Gli introvabili.
Milano 2024 Gennaio

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Sul corpo

"Sarà che il mio corpo non è mai stato perfetto. Sarà che non mi era stata trasmessa quella dose di femminilità che ogni donna riceve dalle donne della propria famiglia. Il mio corpo cominciai a scoprirlo presto i suoi sensi, il piacere che poteva provocarmi. E poi scoprii il piacere del guardare i corpi belli. I corpi degli altri, delle altre. Ogni corpo anche quello imperfetto era in qualche modo bellissimo. Ma poi c'erano I corpi quelli perfetti, le icone greche che prendevano vita. Complice di quella bellezza una serie di fattori incredibili: l'età, i geni, la determinazione, l'amore per se stessi, equilibrio della mente e tanti tanti ancora. Come doveva essere indossare un corpo perfetto come quelli che vedevo? Non c'era invidia, se mai avidità. Per cui comincia a fotografarli. E ogni corpo divenne una icona nella mia testa: di tempo, di salute, di perfezione, di dolcezza..." Il velo la mia ricerca  #volevofidanzarmiconunadragqueen Ph Thomas ...
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