"PLENITÀ" A Roma piove... pausa... un caldo bestiale che mi butta fuori di testa, sono nordica, amo il freddo. Respiro. Bisogna prendersi una pausa. Riposo.
Non mi riesce mai.
La mente parte a mille come mi fermo.
Di solito scrivo. Ivanda arriva sempre a salvarmi. Oggi no. Cerco un gelato in una Roma in ferie. Trovo uno yogurt in un supermarket aperto fino al 13, poi chiude, mi dice il commesso.
"Bimba vuoi anche la busta?"
Bimba.
54 anni. Rughe sul collo. Intorno agli occhi, bocca, sulla fronte.
Quanti me ne sento non conta.
54.
Menopausa.
A parte qualche chilo in più e le forme che cambiano va meglio di quello che credevo.
Nuovi step veloci. Cambi continui e nuove consapevolezze.
Mi sento giovane e bene.
Non di quella gioventù acerba, ingenua, che brucia veloce, non nostalgicamente, non stupidamente, non per arrestare il normale decadimento. No. È dentro. Una gioventù che si guarda nello specchio e sorride.
Sarà che preferisco l'autunno delle 4 stagioni, sarà che sogno di mettermi i vestiti della signora Flatcher da quando ho 20 anni, sarà che amo il corpo delle donne dei quadri del 700, un pò grassi e senza muscoli.
Sarà che al mio 50esimo compleanno ho toccato la tana e ho liberato TUTTO.
Ecco la mia giovinezza mi fa ancora sognare, è libera dall'emotività che inganna e illude, è saggia, è furba, stratega e terribilmente avida di vita.
È una giovinezza esperta, consapevole di molte regole del mondo, non rischia, aspetta, contempla, gioca a scacchi con gli eventi.
È una giovinezza forte, che governa il tempo e le probabilità.
È una giovinezza determinata a non perdere più tempo, esclude stupidi e lamentosi, petulanti e vampiri e gli AMORI ROMANTICI E MALEDETTI!
Si ribella alla banalità.
È una giovinezza che mi appaga, mi riempie e mi fortifica ogni giorno.
Ma no non è GIOVINEZZA, quel breve tempo così troppo osannato e celebrato come il migliore in assoluto. Bello, certo, ma a guardarlo ora, non ci tornerei manco per un milione, in quel turbinio di pensieri e paure incasinate, dove ero schiava di emozioni imbizzarrite e indomabili. Dove il giudizio degli altri ingabbiava, conteneva e plasmava ogni mia libera genialata.
Ci vorrebbe un'altra parola ma bisognerebbe inventarla...
Forse Vigorezza,
Esperiezza,
Staturezza,
Floriezza,
Solidezza,
Culminezza,
Maturezza,
Vivezza
Plenità...
Una parola nuova per questa epoca di vite allungate...
Non per negare la decadenza, che fondamentalmente amo, ma per aiutare a comprendere profondamente il senso di questo viaggio...
periodo dopo periodo.
Crescita dopo crescita.
Sradicare pregiudizi idioti figli del capitalismo e definire quel periodo che va dall'età adulta e precede la vecchiaia...
La plenità contempla l'enorme bellezza del vivere liberamente e totalmente, soprattutto bene.
E a volte, raramente, incroci occhi che sanno vivere come te la propria Plenità...
Ma non conoscono la parola e si credono "vecchi"...

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