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La rivoluzione dell’Arte

 

Photo Vanessa Ruscis
Il mio libro delle elementari




Ho passato due giorni a guardare arte e fotografie.

Devo dire che questa connessione con tutto il mondo fa nascere in me una grande umiltà e mi libera di tante tante illusioni. Siamo dentro un meccanismo grande, un mosaico dove ognuno di noi ha una funzione importante ma fa parte di un disegno che spesso non riesce neppure a immaginare.
Il mondo può sembrare piccolo ma è incredibilmente enorme!
Sono tantissimi (e non rende l’idea) gli artisti che producono arte.
Questo a volte mi fa addirittura girare la testa!
L’arte è davvero un “esigenza” importante per l’essere umano.
Continuo a ripetere che sono pochissimi quelli che fanno arte solo per raggiungere successo e fama.
Sono molti invece, e per fortuna, perché se no non li vedremmo, che uniscono alla loro espressione artistica sincera e reale, la voglia di fama e successo, di visibilità.
Non ci vedo nulla di male.
Dovremmo tornare a guardarla questa arte prodotta in giro per il mondo. A cercare il focus di un artista. Sceglierlo come si legge un libro e leggerlo.
Arte: praticarla!
Guardarla e cercare di capirla.
Gli artisti sono filtri che raccontano la nostra società, a volte visionari che predicono il futuro con le sue speranze e i suoi pericoli, a volte ci spiegano e ci mostrano il presente, a volte producono bellezza e a volte cercano di sensibilizzarci.
Ecco un pensiero di Ivanda Mariottini su queste mie parole:
“Bisogna ridefinire le parole Arte e Artisti. Bisogna tornare a capire che importante ruolo hanno in questa nostra società così persa.
L’arte porta domande, urgenze, stimola il senso critico.
Non importanza di posa, o di lignaggio, parlo importanza sociale.
Se invece di rincoglionirsi con Talkshow o reality le persone visitassero mostre o guardassero arte eviterebbero di essere schiavi di un sistema che li vede solo come “consumatori/produttori”.
Avverrebbe quella che tutte le dittature hanno sempre temuto: la rivoluzione dell’Arte!
E basta please con la frase banale e provinciale « io l’arte contemporanea non la capisco »! ”

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