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Il problema non è tanto leggere, studiare, conoscere, semmai il problema è rielaborare e creare qualcosa di proprio, di personale.

Esistere. Lasciare impronte.
Contaminare con il proprio essere, sintetizzare, inventare il nuovo.
E questo ultimo verbo pare dimenticato.
Personalmente non credo esista verbo migliore, lo sento come l'unica vera azione salvifica.
Differisce da creare sia chiaro, in molti creano anche troppo.

Chi inventa invece oggi?
Chi pratica l'invenzione?
Si potrebbe obiettare che "tutto è già stato fatto, indagato, perlustrato" che "non c'è più nulla da inventare".
Frase che di continuo viene smentita.

Ho spesso l'impressione di essere davanti a
un brodo allungato.


Di questo soffre oggi molta espressione artistica.

E se inventassimo un brodo nuovo che non possa essere allungato?

cibernetica


Ivanda Mariottini
"L'inventore e il brodo"
Ed La Dea
Collezione gli introvabili

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