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Il problema non è tanto leggere, studiare, conoscere, semmai il problema è rielaborare e creare qualcosa di proprio, di personale.

Esistere. Lasciare impronte.
Contaminare con il proprio essere, sintetizzare, inventare il nuovo.
E questo ultimo verbo pare dimenticato.
Personalmente non credo esista verbo migliore, lo sento come l'unica vera azione salvifica.
Differisce da creare sia chiaro, in molti creano anche troppo.

Chi inventa invece oggi?
Chi pratica l'invenzione?
Si potrebbe obiettare che "tutto è già stato fatto, indagato, perlustrato" che "non c'è più nulla da inventare".
Frase che di continuo viene smentita.

Ho spesso l'impressione di essere davanti a
un brodo allungato.


Di questo soffre oggi molta espressione artistica.

E se inventassimo un brodo nuovo che non possa essere allungato?

cibernetica


Ivanda Mariottini
"L'inventore e il brodo"
Ed La Dea
Collezione gli introvabili

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Sul corpo

"Sarà che il mio corpo non è mai stato perfetto. Sarà che non mi era stata trasmessa quella dose di femminilità che ogni donna riceve dalle donne della propria famiglia. Il mio corpo cominciai a scoprirlo presto i suoi sensi, il piacere che poteva provocarmi. E poi scoprii il piacere del guardare i corpi belli. I corpi degli altri, delle altre. Ogni corpo anche quello imperfetto era in qualche modo bellissimo. Ma poi c'erano I corpi quelli perfetti, le icone greche che prendevano vita. Complice di quella bellezza una serie di fattori incredibili: l'età, i geni, la determinazione, l'amore per se stessi, equilibrio della mente e tanti tanti ancora. Come doveva essere indossare un corpo perfetto come quelli che vedevo? Non c'era invidia, se mai avidità. Per cui comincia a fotografarli. E ogni corpo divenne una icona nella mia testa: di tempo, di salute, di perfezione, di dolcezza..." Il velo la mia ricerca  #volevofidanzarmiconunadragqueen Ph Thomas ...
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