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Visualizzazione dei post da gennaio, 2014

Sul reportage

La vecchia aveva occhi velati, non capivo da cosa, la sua vista era buona... Ci guidò dentro i vicoli della città, non avevo paura. La sua energia mi stupiva. Arrivammo al ritrovo.  Mi resi subito conto che non avrei potuto scattare fotografie. Ascoltai. Era troppa la rabbia e la disperazione di tutte quelle donne. Finí tutto dopo due ore.  La vecchia ci riportò all'albergo. Il ritorno fu più lungo e più silenzioso. La giornalista mi chiese che immagini avremmo inviato al giornale l'indomani. Non risposi. In hotel la vecchia mi portò una tisana: "Grazie, al giornale manda le immagini delle mie mani, c'è dentro tutta la rabbia che cerchi" Ivanda Mariottini - Reportage Ed La Dea - Collana MaiTerminati Photo Vanessa Rusci Impermanenza

Dell'arte mobile della fruizione dell'istante e della fotografia

"Mi dicevo: se fossi un pittore metterei colori sulla tela e poi li  modificherei giorno dopo giorno per creare quest'opera infinita che somigliasse alla vita, se fossi scultore ogni giorno aggiungerei un pezzo o lo toglierei... Se fossi musicista ogni giorno scriverei un libro, facendo nascere e morire parti, ammalandole e guarendole... Ma sono fotografa e non so come rendere flusso continuo la mia arte. La luce rimaneva ferma li registrata. Provai  a tagliare le foto e ricomporle e poi a unire pezzi di nuove foto... poi ho proiettato diapositive, riscattato foto e ritagliato nuove immagini e formato nuove composizioni... e alla fine ho trovato la fruizione come forma d'arte... riscoperto la memoria... compreso il gesto artistico... apprezzato ogni istante della vita..." Da " Dell'arte mobile, della fruizione, dell'istante e della fotografia" Ed La Dea Collana I Saggi

Come si giudica una fotografia

"Nonostante pochi mi credano, non ho mai detto "mi piace" a una fotografia che non mi piaceva.  Ho troppo rispetto per questa nobile arte. Ho incoraggiato certo,  come quella volta in Francia, una ragazzina che non sapeva fare fotografia, che non aveva stile, ne idee ma aveva due occhi che vedevano e nel corso, un approccio con i 5 sensi alla fotografia, li aveva solo lei, gli altri erano troppo arroganti per vedere. Le dissi che era brava, generando panico tra i saputelli del gruppo, i ciechi colti dell'arte fotografica, generando lamento e insoddisfazione in chi diffidava del metodo sensoriale e che così trovava conferma. Loro erano ciechi, e mi facevano un po pena, avevano bisogno di regole, certezze, qualcuno che fosse una guida, qualcuno che avesse vinto una guerra così da garantire sicurezze. Non sapevano neppure vivere oltre a non vedere. Invidiosi o leccaculi. Lei invece era una vedente, vedeva così tanto che non aveva tempo di star a guardare cosa fac...

A proposito di libri e fotografia

"La fotografia racconta storie e attimi, cosa sarebbe un mondo senza foto? E senza libri? Sapete come considero le fotografie? Come i libri. E i libri li considero come piccoli sassi che vengono aggiunti alla strada che si apre davanti a noi, contribuiscono a fare la strada, ci passiamo sopra, troviamo cosa hanno capito, vissuto gli altri e dove sono arrivati e poi continuiamo con le nostre pietruzze da dove sono arrivati loro a costruire quella lunga strada che è vita e conoscenza..." - Siamo un infinito proseguo di energia - Ivanda Mariottini -Ed La Dea - Collana i Preziosi

Arte per dire la nostra in un mondo che non lo permette più

"...arte è un modo di vivere, senza l'arte sarei stata un ragioniera isterica e mi sarei suicidata a 36 anni. Senza la mia passione per l'arte non sarei stata in grado non sarei stata in grado di affrancarmi dalla mia ignoranza imposta dal ceto sociale dal quale provenivo, un ceto che viene tenuto nell'ignoranza per essere ingrassato e munto come un gregge. Ho visto troppe menti geniali essere arr estate dal bisogno economico e dal pregiudizio. L'arte mi ha salvata, facendomi intravedere la via che mi avrebbe fatto parlare, mi avrebbe fatto essere attiva nel mondo di chi decide. e una volta vista ho deciso che avrei sopportato qualsiasi sacrificio per seguirla fino in fondo!" Ivanda Mariottini "Sono una radical chic delle case popolari" Ed. La dea Collana Gli Introvabili

Chi è Ivanda Mariottini

Ivanda Mariottini nasce nel 1949 in Italia, precisamente in una piccola frazione chiamata Abbandonato, nel comune di Stribugliano nella provincia di Grosseto. Orfana di madre all'età di 3 anni e mezzo, cresce con il padre e le sorelle. Prende la sua prima macchina fotografica in mano all'età di 16 anni, una macchina fotografica vinta dalla sorella, ipovedente, a un concorso a premi scolastico. Le sue prime immagini le scatta con il padre a Pisa. Il padre morirà l'anno dopo per una malattia alla testa. Gli anni successivi sono anni dei quali si hanno pochissime notizie, molte le versioni dei fatti, molte le circostanze troppo oscure. Apparentemente casalinga sposata con un giovane uomo dal quale ha due figli e con il quale interrompe la relazione intorno al 1993, pochi la frequentano e la conoscono in quegli anni, si dice di lei che è molto timida, molto riservata, che non esce mai. Nel mistero di quegli anni c'è chi la colloca nel periodo della guerra fredda come s...

Sono una radical chic delle case popolari

VaRu revolution   " ...arte è un modo di vivere, senza l'arte sarei stata un ragioniera isterica e mi sarei suicidata a 36 anni. Senza la mia passione per l'arte non sarei stata in grado di affrancarmi dalla mia ignoranza imposta dal ceto sociale dal quale provenivo, un ceto che viene tenuto nell'ignoranza per essere ingrassato e munto come un gregge. Ho visto troppe menti geniali essere arrestate dal bisogno economico e dal pregiudizio. L'arte mi ha salvata, facendomi intravedere la via che mi avrebbe fatto parlare, mi avrebbe fatto essere attiva nel mondo di chi decide . e una volta vista ho deciso che avrei sopportato qualsiasi sacrificio per seguirla fino in fondo!" Ivanda Mariottini "Sono una radical chic delle case popolari" Ed. La dea Collana Gli Introvabili